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Potrei cominciare come David Copperfield, nacqui, crebbi, oppure potrei semplicemente delineare i contorni di una figura che rifugge l'illogicità di questi tempi...
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Socchiudi l'occhio mia dama nera dondola al canto della sirena e danza ruotando il mondo attorno… Voci profonde infrangon la barriera ma tu non odi, son nell’anima nera… Spegni la fiamma che destò il furore. Gioca nel buio ove il canto muore… Resta e sospira angelo nero…socchiudi l’occhio e cala piano quel velo. Dondola dama, dondola attorno… Il mondo è bello quando appare tondo"

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EGOCENTRICAMENTE IO dall'archivio del mio passato


le mie foto su camxcam

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Ciò che amo... |
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Ben poche scrittrici di narrativa riescono ad emozionare quanto Anne Rice, il suo stile fluido, la classe e la fine descrizione di ogni particolare rendono i suoi testi qualcosa di straordinario.

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Tribute to Anne Rice |
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| - CITAZIONI - |
Di tutte le cose sicure la più certa è il dubbio. (Bertold Brecht) |
L'amore è una forma di pregiudizio. Si ama quello di cui si ha bisogno, quello che ci fa star bene, quello che ci fa comodo. (Charles Bukowski) |
La lettura rende un uomo completo, la conversazione lo rende agile di spirito e la scrittura lo rende esatto. (Francis Bacon) |
Il vantaggio di essere intelligente è che si può sempre fare l'imbecille, mentre il contrario è del tutto impossibile. (Woody Allen) |
Non esiste grande genio senza una dose di follia (Aristotele) |
La dignità non consiste nel possedere onori, ma nella coscienza di meritarli. (Aristotele) |
Il divieto non significa necessariamente astensione, ma la pratica sotto forma di trasgressione. (Epicuro) |
La suprema felicità della vita è essere amati per quello che si è o, meglio, essere amati a dispetto di quello che si è. (Victor Hugo) |
Ci si sbaglierà raramente attribuendo le azioni estreme alla vanità, quelle mediocri all'abitudine e quelle meschine alla paura. (Fiedrich Nietzsche) |
Si confessano i piccoli difetti, solo per convincere che non ne abbiamo di più grandi. (François de La Rochefoucauld) |
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22 luglio 2006
Squeeze 14
Mi dissero che dovevo alzarmi e cominciare a camminare da sola, non ho dato ascolto a tali parole perseverando nel limbo dell'incertezza e del dubbio. Ho negato al fato l'arcano signore, ho destato il lampo dal suo sonno eterno e donato all'incubo il suo splendore arcano. Sia la dea, mia madre e nutrice, Ecate, signora della notte... il sigillo del mio esistere. Siano il vento e la tempesta a sfoggiare per me l'abito più bello e spengano con il loro sommo sapere il fuoco che la serpe accese nel mio animo. Dormi fanciullo, dormi e sogna... usa la favella per donar emozione... Rammenta, non vi è arcano segreto per questi occhi di ghiaccio, non vi è speme che possa divenir ossessione quando l'equilibrio tra essere ed esistere sublima se stesso nell'armonia delle forme.
| inviato da il 22/7/2006 alle 9:58 | |
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19 luglio 2006
squewwe 14
Fanno male le bugie, mentire anche se a fin di bene o per evitare che una persona a noi cara soffra. Una volta un amico mi disse che esistono due tipi di menzogne, quelle bianche (leggere, che non recano danno) e quelle che vanno a ledere le persone. Da un anno rifletto su queste parole e sono giunta alla conclusione che indipendentemente dal colore o forma della menzogna, il risultato non cambia, reca sempre una forma di dolore e cosa più importante, fa perdere fiducia negli altri. Ho provato sulla pelle ciò che significa riconquistare la fiducia di qualcuno cui vuoi bene davvero e che per motivi diversi hai perso, è difficile riconquistare, quando si ferisce qualcuno, si fa male... la ferita stenta a rimarginarsi e per quanto tu possa fare, ci sarà sempre qualcosa che pone il dubbio... Questo è essenzialmente il dilemma della menzogna, la perdita di fiducia che di fatto è il fulcro sul quale poggia la leva del sentimento. "Ci sono verità scomode che è meglio non dire" mi disse quell'amico, "in fondo non fai nulla di male nel tuo contesto mentale ma sai che all'altro potrebbe recare danno, allora che fare? Meglio una bugia piccola"... Non so dire se questa filosofia di vita sia la migliore, certo è che fino al momento in cui non scopri l'arcano, tutto fila liscio..poi? Beh... poi..nulla, poi cambia tutto..ma non solo, cambi anche tu...ed arrivi al punto d'allontanare, scansare, eliminare... pur di non ricadere nel baratro del dubbio.

| inviato da il 19/7/2006 alle 22:41 | |
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15 luglio 2006
Squeeze 13
Seguimi tra le lande desolate di quest'esistenza, affonda il bastone con il quale tasti il terreno tra le foglie morte di questa radura d'incanto ed osserva, vedi, laggiù tra le siepi sempre verdi giace un'anima solinga e dormiente, desta con il tuo ardore quel cuore gelido e gonfia col tuo respiro i suoi gracili polmoni. Non vi è speme alcuna che possa esser rinnegata da claustrofobiche ossessioni, non vi sono oggetti su queste mensole che possano cader preda del raptus distruttivo, tutto è immobile e silente in quest'alba dorata. Silenzio, solo il silenzio culla le mie membra, lentamente le avvolge come serpe e stringe, soffoca il movimento. Serpenti vagano liberi ai miei piedi, strisciano, s'insinuano, sfiorano la pelle gelida e marmorea. Statua di marmo devo divenire per giocar questa partita ma credimi, quando il sole scalfirà con i suoi raggi la crosta informe che a tutt'oggi ricopre il pensiero, solo allora comprenderai il significato del mio dire. Mentre torno a cantar melodie arcane Ecate osserva i mie passi e guida con il sorriso nero il pensiero che ora prende forma tra le spire dell'anima.

| inviato da il 15/7/2006 alle 10:28 | |
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14 luglio 2006
Eri anoressica e bulemica? Beata te...:-/
Le persone sono strane, talvolta mi lasciano perplessa innanzi ad affermazioni che esulano dal mio contesto mentale e vertono all'assurdo. Ieri parlavo con delle colleghe di peso, dieta ecc... Argomenti che in questo periodo imperano tra le donne, premetto anche che la sottoscritta non ha alcuna necessità di dietologi, diete o simili, tutt'altro, avrei bisogno di mangiare il doppio di quel che ora faccio ma questo è poco importante, ciò che mi ha colpito è stato un'affermazione fatta da una giovane ragazza in risposta ad una mia spiegazione in merito a problemi di anoressia e bulimia avuti in passato, la tizia in questione mi ha detto "Fortunata te che hai avuto quei problemi, almeno sei magra!" Ora, a parte il fatto che una malattia come l'anoressia non è una fortuna ma un dramma che colpisce molte ragazze, non solo, questo genere di comportamento nei confronti del cibo può portare anche alla morte (molte forse non sanno quest'aspetto) detto questo ciò che sorge spontaneo nella mia mente è il dubbio, cioè... avrò fatto bene a raccontare di me, della mia vicenda perosonale e di come ho vissuto quasi vent'anni della mia vita lottando con piatti di pasta, carne ecc...???? Talvolta si cerca di far capire quanto pericoloso possa essere un dato atteggiamento e si finisce con ottenere l'effetto contrario. Vero è che io sono riuscita a mettere la parola fine a quel calvario ma a quale prezzo? Quanti sforzi, pianti, psicologi, analisti, medici ho dovuto sentire e fare prima di comprendere che l'alimentazione sta alla base di una vita normale? Mangiare dovrebbe essere un piacere invece per me è sempre un dilemma, una lotta continua con con la mente e la bilancia (oggi molto meno ma che fatica ho fatto per venirne fuori....). Circa due anni or sono ho iniziato ad esibire il mio corpo per vedere se riuscivo, in qualche modo, a piacere a me stessa, l'approvazione altrui poteva essere utile ma anche questo si è dimostrato un'arma a doppio taglio, da un lato l'approvazione, dall'altro l'insulto di chi non ama le donne magre ed inveisce con epiteti che troppo spesso toccano il profondo dell'animo lasciando segni indelebili. L'aspetto più ridicolo è che da affermazioni quali "sei grassa", oppure "hai il culo come una barca" sono arrivata a sentirmi dire "tronco", "cadavere", "scopa vestita" ecc... Oggi rido di tutto questo ma fino a pochi mesi or sono stavo male, ma tanto!
Perché ho scritto questi pensieri? Semplice, io sono una piccola dimostrazione che da alcune malattie si può guarire, è possibile!!! L'importante è mettere da parte le ingiurie di chi non ha altro da fare nella vita che far male al prossimo ed infilare a forza nel cervello un pensiero... "il cibo serve per vivere e non è un nemico!!!!"

| inviato da il 14/7/2006 alle 11:13 | |
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11 giugno 2006
Squeeze 12
Non ho voglia di cercare soluzioni a domande che imperversano costantemente nella mente offuscata da mille dubbi e quesiti senza possibilità di soluzione preferisco andare avanti senza chiedere a me stessa nulla che sia troppo concreto, scanso uno dopo l'altro ogni approccio e cerco quella "solitudine interiore" che da sempre ha caratterizzato il mio essere.
Un momento, un istante, un ritorno interiore, forse un tentativo d'analisi che svuota l'animo e genera quel "deserto attivo" che io amo chiamare distacco dal mondo.
I ricordi fanno capolino nella memoria e qualche lacrima scende lesta sul viso ma nessuno, mai, saprà il motivo di quel breve dolore che sfoga se stesso in gocce nascoste, sono mie, troppo intime per esser condivise con qualsivoglia persona.
Scrivo e lascio tracce visibili di quanto in me avviene ma faccio in modo che il tutto sia avvolto da nebbia. Scrivo per me stessa, per rammentare, per esorcizzare.
Una sorta di sfogo, un desiderio inespresso che prende forma mentre le dita scivolano sulla tastiera e la sigaretta lentamente si consuma nel portacenere.
Penso, sì, credo che la mia mente pensi troppo e questo talvolta non è un bene dato che l'esito è sempre il medesimo ma di fatto amo analizzare ogni avvenimento, adoro questo mio essere molto "Sturm und Drang"(come sosteneva la mia insegnante di tedesco letteratura). Sbaglio? Non so dare risposta e sinceramente neppure m'interessa replicare a questa domanda!
Troppe volte ho visto l'indifferenza delle persone nei confronti di ciò che in loro avveniva, troppo spesso ho visto gettare via le emozioni lasciando che la futilità della vita d'ogni giorno offuscasse il vero "essere" ovvero quanto in noi esiste. Sono pazza? Non so dire, gli analisti che in molti anni hanno cercato di capire il mio "io" sostenevano io fossi una sorta di autolesionista egocentrica, isterica, nevrotica e "chi più ne ha più ne metta" ma dubito che pensare e dare sfogo alle proprie emozioni sia definibile autolesionismo e poi era così divertente predersi gioco di questi "dottori" della mente! (ammetto, non ho grande stima per questa categoria di gente comune la quale attribuendosi capacità analitiche date da studi talvolta superficiali, getta sentenze e fornisce soluzioni palliativo per un compenso di 50 euro a seduta).
Penso? Sì, penso troppo, vivo di emozioni e giochi di parole, regalo a me stessa favole con finali a sorpresa e rimango basita innanzi a specchi che riflettono l'immagine di una donna, una persona troppo complessa per esser descritta in poche parole.
Dico nulla e tutto, giro attorno a significati unicamente per appagare la mia voglia di armonia, sì armonia e melodia che trovo unicamente quando getto una lettera dopo l'altra tentando di creare dal nulla un senso logico.
- Marta aveva un segreto che pochi sapevano, nel profondo di se stessa viveva il suo essere viva tra sogni contaminati "da realtà troppo vere ed estasi artefatte" ma con la consapevolezza che il destino aveva designato per lei una vita d'assurdi accadimenti e ricerche di qualcosa che non aveva né forma né senso. Marta è una mezza pazza dicevano i vicini e la gente del paese ma io la conosco e so con certezza che non è folle, anzi, direi che la sua cosiddetta follia nasconde ben altro.... Troppo difficile da comprendere per chi vive unicamente di stronzate! -
Un dubbio assale la mia mente in questo istante, il solito enigma, il solito "ma perchè?" "Perché è andata così?"
Silenzio...
Lascio scivolare via i pensieri, di fatto esistere è anche questo cioè vivere i prorpi dubbi e le proprie domande senza risposta.

| inviato da il 11/6/2006 alle 1:24 | |
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4 giugno 2006
Squeeze 11
"Pofondo ed oscuro l'oblio della mente quando lesto il pensiero rifugge la ragione e versa il suo nettare tra continue metamorfosi dei sensi.."
| inviato da il 4/6/2006 alle 0:43 | |
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31 maggio 2006
riflessione? forse ma forse....
Da tanto tempo non scrivo, ho quasi perso il desiderio di porre una lettera dietro l'altra e dar senso ai numerosi pensieri che vorticano nella mia mente. Ho spento il pc per diversi giorni e cosa che non facevo da diversi mesi, ho acceso il televisore in occasione delle elezioni per seguire gli avvenimenti che esulano da questo contesto virtuale. Una riflessione è d'obbligo, ho visto personaggi famosi e gente che frequenta "alti piani" dell'edificio "stato italiano" far capricci come bambini per una vittoria mancata, è mia opinione che l'uomo non debba mai cadere nel personale quando diviene uomo pubblico ma il nostro caro ex primo ministro sta facendo i salti mortali in stile giullare per rendersi ancor più ridicolo di quanto già fosse in passato. Suppongo che questo sia dovuto al fatto che sia difficile mollare "un cadreghino" (come si dice dalle mie parti) il quale assicurava protezione d'ogni sorta, ora dovrà per forza affrontare i dilemmi che fino ad oggi ha scansato usando la sua carica come parafulmine. Devo ammetter d'esser soddisfatta del nuovo governo, non ho mai negato la passione sinistoide ed il totale rifiuto per "macchiette" come il Berlusca. Ho provato ad analizzare, per quanto mi fosse possibile, questa figura, un uomo che "si è fatto da solo" (per fortuna ammette questa cosa dato che solo chi è strafatto può esternare pensieri disconnessi e fuori luogo come lui ha fatto in quest'ultimi anni). Vi tolgo l'ICI, vi tolgo le tasse... ma che cosa togli? No fatemi capire dato che l'italia è ridotta in mutande, forse quest'ultime mancavano all'appello e ccredetemi, un uomo senza mutande si sente nudo! Scherzi a parte, è ridicolo nonché assurdo il comportamento di Berlusconi, picchia i piedi inneggiando a brogli elettorali che hanno permesso la vittoria alla sinistra,io lo immagino con in mano la poltrona di primo ministro mentre urla "è miaaaaaaaaaaaa!!!!!".... Rammenta quei bimbi capricciosi che non sanno rinunciare a nulla. Ora, poi, vuol portare in piazza la gente per protestare contro il nuovo governo... ok, va bene, è possibile, siamo in un paese pseudodemocratico e nella fattispecie questo modo d'agire è lecito... Ciò che mi domando è... contro che cosa vai a protestare se la sinistra non ha ancora cominciato a governare davvero? Potrei pensare che prevenire è meglio di curare ma nello specifico mi pare così fuoriluogo questa sua uscita.... Mettiamo da parte il Berlusca arrabbiato e capriccioso con il cadreghino in mano che urla "non lo mollo, è mio!" e andiamo oltre.... Moggi e Juventus, arbitri comprati, partite truccate...possibile che nessuno sapesse oltre a lui? Possibile che i giocatori non avessero il ben che minimo presentimento di quanto stesse accadendo? In particolar modo mi domando se sia mai possibile che dove vorticano miliardi di euro ci sia sempre sotto qualche gabola? Perché tutto questo non avviene in altre discipline sportive? Ho fatto nuoto agonistico ad alto livello per diverso tempo da ragazzina ma nessuno mi pagava, nessuno sponsorizzava la mia squadra, nessun interesse per persone potenzialmente idonee a divenire campioni, nulla! In Italia esiste solo il calcio... il resto? Solo quando ci sono i mondiali o grandi manifestazioni come olimpiadi... che tristezza! Bah, la mia vuol esser solo una piccola riflessione ma di certo resta il fatto che l'Italia è un paese d'opportunisti, di buffoni che giocano a fare menestrelli a corte del Re di turno.... La domanda sorge spontanea... dove andremo a finire? Qualcuno sa dar risposta a questo quesito così semplice e complicato al medesimo tempo?
| inviato da il 31/5/2006 alle 11:54 | |
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15 maggio 2006
Squeeze 10
Sento il profondo desiderio d'evadere dalle quattro mura che ho costruito attorno alla mia figura, certo è semplice gettare via i mattoni fragili di cartapesta e colla che in anni ho riposto uno sopra l'altro sperando che le intemperie della vita non andassero a toccare la mia bella costruzione ma così non è stato ed ora i cocci a terra, le poche parti di pareti rimaste non aspettano altro che un mio soffio per andar disperse. Devo cambiare, lo devo a me stessa e così ho iniziato ad abbandonare taluni miei "circoli mentali" lasciando posto a ciò che la vita ora mi propone. Riuscirò? non so dire ora, ma son certa che mettersi in marcia e scostare a spallate tutto ciò che non va è la sola cosa da fare...
| inviato da il 15/5/2006 alle 13:46 | |
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8 maggio 2006
Squeeze 09 - sognando...
Talvolta accade che un sogno rimanga impresso nella mente in modo particolare, un volto, un'azione, un qualcosa che dagli anfratti della memoria o dall'oscurità del subconscio fuoriesce invadendo la mente assonnata e dando forma ad articolate situazioni che lasciano un segno anche nella vita reale. Questo è accaduto a me sabato pomeriggio! Ho avuto una sorta di crisi allergica che mi ha costretta a letto, mentre dormivo immagini strane, luoghi già visti ma con aspetti dissimili da quanto ricordavo dal reale hanno cominciato a danzare nel mio dormiveglia. Figure che conoscevo ma che assumevano a seconda del contesto aspetti estetici diversi, in particolare ricordo il luogo molto ampio, forse era la fiera di Milano con i suoi molteplici stands ed una persona vestita di nero, elegante, un uomo sui trent'anni, capelli ricci ma ben curati e pettinati, abbronzato, sbarbato e...come dire, ben messo. Sotto il completo di lino nero indossava una camicia bianca ed una cravatta, era seduto su di uno sgabello e mi fissava mentre io vagavo alla ricerca di chissà che cosa. Giravo in quel luogo ma ovunque andassi trovavo quella figura seduta sullo sgabello, sorrideva, oserei dire che la smorfia sul suo viso appariva più simile ad un ghigno piuttosto che un sorriso ma non temevo quell'immagine, era familiare. Ciò che mi ha colpitò di questo stravagante miscuglio di sogni e realtà è stata una parola, la sola che quell'uomo abbia detto. Ricordo bene la situazione, ero distante pochi metri da lui, con un cenno della mano m'invita ad avvicinarmi, io vado e quando sono a pochi passi da lui dalle sue labbra esce un "ti amo". Chi era mai quell'uomo? La somiglianza con una persona che ho conosciuto circa un anno fa è notevole ma non oso pensare che potesse esser lui, non solo, perché lui, proprio lui mi ha detto in sogno quelle due parole che per me hanno un valore enorme? Un avviso? Un monito? In special modo, perché è apparso proprio lui che nella mia mente ha solo il ruolo di amico? Enigmi del subconscio...

| inviato da il 8/5/2006 alle 17:5 | |
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24 aprile 2006
Delirio semi serio di una serata comune... ovvero, "non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace"
Diversi giorni or sono mi è stato fatto notare che i termini “bello” come “bellezza” assumono valore dissimile e del tutto soggettivo a seconda di chi esprime il pensiero, nulla in contrario, anzi, penso che questa sia una sorta di verità (benché sia convinta che non vi sia verità alcuna che possa definirsi assoluta in nessun contesto). Ciò che mi porta a ragionare su queste due parole è l’applicazione che spesso vien fatta in “massime” come “Non è bello ciò che è bello ma è bello ciò che piace”, da qui nasce un dubbio, ovvero, che cosa è bello? Vero è che esistono regole che delineano aspetti tutelati (diciamo così) da standard ormai assunti quali veritieri dalle moltitudini ma oltre a questa caratteristica o peculiarità che dir si voglia mi domando come sia possibile definire qualcosa “bello”?
L’armonia della forma?
La simmetria dei contorni?
Questo può valere per l’umana natura ma nel mondo non esiste solo l’uomo e per quanto egli stesso si definisca la razza suprema sappiamo bene che la vita si sviluppa in molteplici fisionomie che vanno dall’inanimato (secondo la credenza comune dato che in alcune filosofie oggetti quali i minerali vengon definiti “vivi” ma questo è altro discorso e non voglio perdermi come mio solito in cavilli che distoglierebbero la mia attenzione da ciò che ora mi preme dire) all’animato, tornando al discorso di fondo e facendolo passare unicamente per il “regno animale-umano” mi domando che cosa possa mai dare o delineare le caratteristiche del bello. Certo è logico, la simmetria in un viso, l’armonia delle forme in un corpo sono un’ottima premessa ma andando oltre e valicando gli stereotipi delle apparenze mi chiedo quanto si possa discostare il termine “bello” dalla parola “affascinante” che in sé racchiude diversi significati e molteplici sfaccettature che vanno a confondere le idee. Dunque, vediamo, io noto un uomo piuttosto piacente e ben curato, l’occhio cade su “macroparticolari” come il viso, un volto espressivo attira parecchio! Posso rimanere ammaliata da quel viandante ma che cosa mi permette di definirlo “bello” quando accanto a me un’altra donna potrebbe dire l’esatto contrario? (Teniamo presente che la soggettiva interpretazione ha un valore quasi assoluto).
Non so dare risposta che non sia soggetta ai “canoni estetici” acquisiti nel tempo dalla mia mente, in pratica non riesco a definire dei principi oggettivi che mi permettano di comprendere e stabilire la veridicità dell’applicazione del termine “bello”, forse in questo caso potrebbe venirmi in aiuto un luminare quale il professor Stefano Zecchi (dio quanto m’affascina quell’uomo)…
Ecco l’esempio!
Questo professore tanto odiato ed amato non ha un aspetto che si possa definire “bello” ma nell’insieme e mettendo in ordine ogni sua peculiarità (capacità d’articolare un discorso in modo sublime, portamento, espressione e soprattutto l’intelligenza) diviene un uomo molto affascinante (secondo la mia logica).
Inutile proseguire il ragionamento, la sola cosa reale e verosimile rimane la soggettiva interpretazione di ogni parola ed annesso significato ma resta fermo un unico aspetto, il fascino ed il potere d’ammaliare vanno oltre ogni concezione di bellezza.
Ora mi domando quale razza di stravaganti ragionamenti imperversino nel mio balzano cervello… ma comprendere anche questo è pura utopia.
 Immagine di Daniel Kim
| inviato da il 24/4/2006 alle 22:37 | |
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